Esperienza di un aborto precoce

Durante questi mesi in cui ho avuto l’onore di seguire molte ragazze che inseguivano e inseguono il sogno di diventare mamma, ho purtroppo assistito ripetutamente a casi di aborti spontanei. Non si crede che possa essere così comune e, quando ci si trova ad affrontare questo incubo, ci si sente spesso soli e incompresi.

Mi avete detto e mi avete scritto a più riprese che non se ne parla abbastanza ed è per questa ragione che ho decido di chiedere alla dolcissima Jessyca (@jessyca.giaconia) di condividere la sua esperienza con noi. L’intento di questo racconto non è quello di terrorizzare le neo-gravide, bensì di accogliere chiunque stia vivendo lo stesso dolore, sostenendoci a vicenda!

La gravidanza era iniziata da sole 5 settimane quando la creatura che portavo dentro di me ha deciso di interrompere il suo viaggio.
Non scorderò mai quella mattina, quando finalmente su quello stick vidi le due linee, la seconda era cosi lieve, ma c’era.
Corro a fare gli esami del sangue, erano le 8:00 ed ero la prima. Dopo 4 mesi di tentativi, dovevo averne la certezza.
Alle 16:00 arriva l’esito, il valore delle beta HCG era di 28, salto letteralmente dalla gioia, chiamo la ginecologa e mi da il primo appuntamento: “ci vediamo tra due settimane, congratulazioni”.
I giorni passano, ma c’era qualcosa che non andava, non era come la prima
gravidanza, stavo sempre male, avevo crampi continui, la pancia si induriva, avevo bisogno di stare sempre sdraiata, cercavo di non
preoccuparmi, non avrebbe fatto di certo bene al bambino.
Era il 30/08/2019 quando una mia cara amica mi chiama e mi dice: “stasera
andiamo a mangiare al mare, sei dei nostri?”. Ero molto perplessa ma mi dissi anche che non avrei potuto passare 9 mesi chiusa in casa sdraiata nel letto. Mi confrontai con altre mamme e molte dissero che poteva essere normale, che anche a loro era successo, quindi decisi di andare!

Appena salì in macchina la gioia era talmente tanta che non sono riuscì a non condividerlo subito con i miei amici. Non ho mai dato peso alla frase “meglio non dirlo fino al terzo mese”, non sono mai stata scaramantica, ma soprattutto mi ero goduta talmente poco la prima gravidanza che di
questa non volevo perdermi un attimo. Inoltre ho 25 anni; cosa potrebbe andare storto?!

Eravamo a cena, avevamo appena brindato alla mia gravidanza, finalmente, potevo brindare! Ero felice!
A un certo punto sento venire giù qualcosina, ho pensato fosse pipì, dalla prima gravidanza la vescica mi si era abbassata e quando era troppo piena e ridevo troppo mi succedeva. Vado in bagno comunque. Sangue. Non molto. Sto tranquilla, penso, è normale, succede, i primi tempi poi, forse è spotting. Avevo una brutta sensazione, qualcosa non andava, perché stavo così male?

Decido di tornare a casa per andare in pronto soccorso per un controllo.
Arrivo. Entro. Mi visitano subito. Nel frattempo sento altro sangue che scende, non molto ma da quell’istante ho iniziato ad avere paura, tanta.
Mi visita, con le mani, “hai male?” – “no”, pensavo fosse un buon segno se non avevo male alla palpazione.

Entra con l’ecografo per vedere meglio…
“C’è la vescica, l’ovaio destro, l’ovaio sinistro, questo è l’utero…” silenzio.
Mio marito incalza… ” si vede qualcos’altro?”
La ginecologa accenna con un espressione molto triste un “no, mi spiace”.
Mi parla di opzioni, di cose che potrebbero essere accadute, le principali erano due: la prima che si trattasse di aborto precoce, la seconda che la gravidanza fosse partita in ritardo.
Non sempre le perdite di sangue devono essere un segno e negativo, “può
succedere, anche se questo colore rosso, non mi piace”, disse.

Facciamo le beta. Mi accompagnano in una camera per avere un po’ di privacy. Crollo, crollo completamente, il sangue iniziava a fluire in maniera troppo importante per continuare a sperare in qualcosa di buono.
Mi scappava la pipì tremendamente, ma non riuscivo ad andare in bagno, non potevo vedere quell’assorbente pieno di sangue, mi uccideva. Vado comunque, e crollo ancora, un treno aveva appena sfondato la mia testa, che era in fiamme, il mio corpo era dolente, avevo male dappertutto, ero inerme, pensavo di svenire da un momento all’altro.
Mio marito continuava a sperare che magari andasse bene, che magari “fosse ancora normale”, ma io no, io lo sentivo che non c’era più nulla, ed ero a pezzi.

Arriva la dottoressa in camera per darci l’esito delle BetaHCG, erano inferiori: “si tratta di aborto spontaneo signora”… tiro un sospiro di sollievo, assurdo, ma ero sollevata, potevo stare male e soffrire, ma non mi sarei più illusa di altro. Ormai sapevo che il mio bambino ci aveva lasciati, non aveva alcun senso sperare ancora…


Sono tornata a casa e l’unica cosa della quale avevo bisogno era di abbracciare mia figlia. Mi sono stesa con lei e mi sono sentita comunque molto fortunata averla con me.

Il dolore era immenso. Un dolore che non si supera, non si dimentica, una ferita che rimarrà sempre aperta, pronta a sanguinare di tanto in tanto, ma certa che un giorno l’arcobaleno brillerà anche per me.

Non colpevolizzatevi mai! La natura spesso fa il suo corso e, seppur doloroso, bisogna andare avanti più forti di prima e non perdere la positività! Vi abbraccio

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